
Decreto caldo 2025: nuovi obblighi del datore di lavoro e climatizzazione
Il team Proclimo
18 lug 2026 - 05 min di lettura
Dopo l'ondata di calore storica del giugno 2026, il tema non è più un tabù: il calore sul lavoro è un rischio professionale a pieno titolo. Il decreto n. 2025-482 del 27 maggio 2025, detto «decreto caldo», rafforza notevolmente gli obblighi dei datori di lavoro. Ecco cosa c'è da sapere e come la climatizzazione in azienda diventa una leva chiave di conformità.
Perché questo decreto cambia le regole del gioco
La Francia ha conosciuto nel 2026 ondate di calore di un'ampiezza inedita: 43,8 °C a Saintes il 24 giugno, 72 dipartimenti in allerta rossa in meno di una settimana e oltre 6.300 ricoveri in quindici giorni. In questo contesto, l'esposizione al calore non è più un fastidio passeggero: è un rischio sanitario importante, con un costo umano (colpi di calore, disidratazione, incidenti) e un costo economico (assenteismo, calo di produttività, assenze per malattia).
Il decreto n. 2025-482 del 27 maggio 2025, adottato in applicazione degli articoli L. 4121-1 e seguenti del Codice del lavoro francese, amplia e precisa l'obbligo di prevenzione dei rischi legati agli ambienti termici. Si inserisce nel solco delle raccomandazioni dell'ANSES e del Piano nazionale ondate di calore, fornendo al contempo un quadro opponibile ai datori di lavoro.
info
Il decreto si applica a tutti i datori di lavoro del settore privato, agli enti pubblici industriali e commerciali e — per rinvio — ai dipendenti delle tre funzioni pubbliche. Nessuna dimensione aziendale è esente.
Cosa dice esattamente il decreto
Il testo poggia su un principio semplice sancito dall'articolo L. 4121-1 del Codice del lavoro: il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie per preservare la salute fisica e mentale dei lavoratori. In concreto, il decreto introduce o consolida sei obblighi.
1. Integrare il rischio caldo nel Documento Unico (DUERP)
Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Professionali deve ora comprendere una sezione dedicata alle ondate di calore: postazioni esposte (lavoro all'aperto, officine, cucine, magazzini), frequenza prevedibile degli episodi, gravità degli effetti e misure di prevenzione. Questa integrazione non è una semplice formalità: in caso di incidente, la sua assenza è un elemento a carico in un'ispezione del lavoro o in una perizia giudiziaria.
2. Adeguare postazioni e orari di lavoro
Il datore di lavoro deve adattare l'organizzazione del lavoro durante gli episodi di calore:
- Anticipare i compiti fisicamente impegnativi al mattino presto o a fine giornata.
- Aumentare la frequenza e la durata delle pause.
- Allestire o creare zone d'ombra e di riposo fresche.
- Ridurre il ritmo per le postazioni esposte (movimentazione, lavoro al sole, forni, cucine).
3. Mettere a disposizione acqua potabile e fresca
Il decreto precisa che il datore di lavoro deve fornire acqua potabile e fresca in quantità sufficiente, nelle immediate vicinanze delle postazioni di lavoro. La raccomandazione è di almeno 1,5 L per dipendente al giorno durante le ondate di calore: un punto che spesso richiede l'installazione di punti d'acqua supplementari, fontanelle refrigerate o bottiglie.
4. Garantire una temperatura interna sopportabile
È qui che entra in gioco la climatizzazione. Senza imporre una soglia numerica unica (il decreto rinvia alle raccomandazioni dell'ANSES e dell'INRS), il datore di lavoro deve dimostrare di aver messo in campo tutti i mezzi disponibili per mantenere i locali a una temperatura sopportabile per l'attività. In pratica, ciò significa:
- Veneziane, frangisole e ventilazione naturale per limitare gli apporti solari.
- Ventilatori a soffitto o a colonna per i locali di grande volume.
- Climatizzazione efficiente e ben mantenuta per uffici, negozi, studi e open space.
5. Informare e formare i dipendenti
Il decreto rende obbligatoria l'informazione e la formazione dei dipendenti sui rischi legati al calore: segnali d'allerta (crampi, mal di testa, vertigini), gesti di primo soccorso, idratazione, abbigliamento adeguato. Un referente per il calore può essere designato nelle aziende con più di 50 dipendenti.
6. Anticipare i picchi con monitoraggio e piano d'azione
Il datore di lavoro deve attuare un monitoraggio meteorologico (Météo-France, allerte ondate di calore) e attivare un piano d'azione graduato in base al livello di allerta (giallo, arancione, rosso).
warning
Il mancato rispetto di questi obblighi può essere qualificato come messa in pericolo deliberata del datore di lavoro, con conseguenti azioni penali e il riconoscimento di colpa inexcusabile in caso di incidente (colpo di calore, malore, arresto cardiorespiratorio).
La climatizzazione in azienda: una leva di conformità, non un comfort
Per i datori di lavoro dell'Île-de-France, la sfida è concreta: disporre di un impianto di climatizzazione affidabile, efficiente e ben mantenuto prima dell'inizio dell'estate. Un climatizzatore mal regolato o intasato non raffresca correttamente, consuma di più e si guasta nel momento peggiore: esattamente lo scenario che il decreto intende evitare.
Quale impianto per quali locali?
La scelta tecnica dipende dalla natura dei locali e dal loro utilizzo. Le principali opzioni sono:
- Multi-split: ideale per piccoli uffici e studi, con regolazione stanza per stanza.
- Sistema a canale: discreto e omogeneo, perfetto per open space e negozi.
- VRF (portata di refrigerante variabile): la soluzione per gli edifici terziari, con gestione centralizzata di numerose unità interne.
Il corretto dimensionamento e la qualità dell'installazione sono essenziali: un climatizzatore sottodimensionato non mantiene la temperatura in caso di picco, uno sovradimensionato consuma inutilmente e genera cicli brevi. Per approfondire, consultate la nostra guida per scegliere bene il climatizzatore e il nostro articolo sulla climatizzazione in uffici e aziende.
La manutenzione: la condizione sine qua non
Una climatizzazione non manutenuta può perdere dal 20 al 30 % della sua efficienza in una sola stagione. La manutenzione degli impianti non è solo una buona pratica: è disciplinata dalla legge (controllo della tenuta dei fluidi frigorigeni oltre certe soglie, verifica periodica per le apparecchiature oltre 12 kW). Il quadro completo nel nostro articolo sulla manutenzione obbligatoria della climatizzazione nel 2026.

Oltre la climatizzazione: ventilazione e comfort estivo
Il decreto caldo non si riduce all'installazione di climatizzatori. Un approccio globale al comfort estivo integra anche:
- La ventilazione meccanica controllata (VMC) per rinnovare l'aria senza eccessi di consumo: vedete il nostro articolo sulla VMC in estate e nelle ondate di calore.
- La scelta di una pompa di calore reversibile, che climatizza d'estate e riscalda d'inverno, con un'eccellente resa energetica: il nostro articolo sulla pompa di calore aria-aria reversibile.
- Le regolazioni quotidiane per coniugare comfort e sobrietà energetica: come regolare bene la climatizzazione.
Cosa mette in campo Proclimo per i datori di lavoro dell'Île-de-France
Proclimo accompagna le aziende, i negozi, gli studi e i gestori di uffici dell'Île-de-France nella messa in conformità con il decreto caldo:
- Studio termico e audit dei vostri locali per dimensionare l'impianto più adatto.
- Installazione eseguita da tecnici frigoristi certificati, nel rispetto delle regole dell'arte e della normativa F-Gas.
- Contratti di manutenzione preventiva con priorità d'intervento in caso di guasto, anche durante le ondate di calore.
- Consulenza sull'organizzazione del lavoro (disposizione, zone fresche, segnaletica) in relazione al vostro DUERP.
Siete datori di lavoro in Île-de-France e volete anticipare l'estate prossima? Richiedete una diagnosi gratuita o prendete un appuntamento con uno dei nostri tecnici. Per andare oltre, scoprite i nostri servizi dedicati alle aziende e la nostra offerta di installazione professionale.
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